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In Consiglio si discute di sicurezza.

di Patrizio Brusasco

Dopo le ultimissime tragedie che hanno costellato il territorio nazionale e le dure prese di posizione da parte di tutta la classe politica italiana, la Regione Piemonte mette sul tavolo della discussione la legge sulla sicurezza che approda in Consiglio regionale dove è in corso la concertazione tra maggioranza e opposizione.

Già il sindaco di Torino Sergio Chiamparino aveva sollecitato qualche tempo fa, e messo alle strette dalle vibranti esigenze della sicurezza urbana, l'azione legislativa regionale in tema di sicurezza, una volta peraltro divenuta certa la volontà politica di non ricorrere a uno strumento discutibile quale la figura del sindaco-sceriffo.

Nell'aula consiliare si è registrata quindi la convergenza tra maggioranza e opposizione, mentre la sinistra radicale ha ritenuto di non seguire un'ideologia stimata eccesivamente di destra: in pratica i vigili urbani, i carabinieri e la polizia potranno essere dotati di manganelli estensibili, chiamati in modo più dolce "bastoni distanziatori"; il via libera del Consiglio è giunto con l'approvazione di un emendamento presentato dal consigliere Buquicchio (Italia dei Valori),  che ha creato il dissenso della sinistra radicale.

Se infatti per l'Assessore regionale  Giovanni Caracciolo il manganello non deve diventare uno strumento di offesa ma deve rimanere un mezzo difensivo, lasciando altresì aperta la porta all'impiego di spray urticanti, per la cosiddetta sinistra estrema invece si tratta di un ulteriore uso di una vera e proria arma che, come tale, arreca pericoli e rischi.

 



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