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V8-Day: Intervista a Sergio Battaglino.

di Eva Milano

Sergio Battaglino è il portavoce del Meetup Torino - Beppe Grillo

Il V-8 Day è stato un grande successo. I media hanno rilevato un grande interesse da parte di tutte le piazze d'Italia. Com'è andata a Torino?

A livello locale le aspettative sono state superate, riflettendo esattamente la situazione nazionale. A Torino abbiamo raggiunto le 10.000 firme per cui ci eravamo preparati. Abbiamo addirittura finito i moduli, alla fine abbiamo raccolto firme simboliche. La fila non finiva più. La gente ha aspettato sotto il sole per ore. Erano lì per partecipare alla raccolta firme, non per l'aspetto sociale o folkloristico della manifestazione.

E non basta. Anche all'estero l'evento ha avuto una risonanza inattesa. Nelle ambasciate italiane all'estero c'erano postazioni di raccolta, la stampa straniera ha sottolineato l'evento, stanno arrivando messaggi entusiasti dall'Europa e non solo.

E adesso i punti critici.

Il boicottaggio dei media, a partire dalla conferenza stampa nazionale di Beppe a Firenze, ha evidenziato una certa resistenza a parlare dell'evento. Abbiamo riscontrato la stessa diffidenza anche a livello locale: le emittenti nazionali non hanno mostrato alcun interesse, sono le televisioni locali hanno documentato adeguatamente la manifestazione.

Altra grave mancanza: l'irresponsabilità del primo cittadino, che non ha previsto nessun tipo di presenza delle forze dell'ordine. Non c'era nemmeno un vigile urbano a organizzare il flusso di persone. Fortunatamente la gente ha dato una dimostrazione di grande senso civico e nonostante la folla non si è verificato il minimo problema.

La vostra lettura dell'evento: la raccolta firme ha valore simbolico o presuppone un impegno effettivo da parte dei Meetup? Quali sono i programmi per il futuro?

Ora che il primo obiettivo ad ampio respiro e a livello nazionale si è concluso, è il caso che ogni grupo locale organizzi la sua presenza in ambito locale. Gli obiettivi prioritari sono secondo me due: il grosso problema del lavoro, soprattutto riguardo al precariato e il problema della casa, diritti inalienabili che in questi anni sono stati messi seriamente in pericolo. E' necessario chiedere conto alle istituzioni e a chi ci rappresenta di come vengono prese le decisioni. Dobbiamo farci spiegare che cosa succede, abbiamo il diritto di sapere dove vanno a finire i nostri soldi. Abbiamo già in mente alcune operazioni pratiche da portare avanti, anzi, ci stiamo già lavorando. Adesso telefono a Chiamparino...

 



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