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Beppe Gamba scrive a Mariano.

In risposta alla recente "lettera aperta ai quasi democratici del Piemonte", pubblicata sul sito lo scorso 2 agosto (la trovate scorrendo la prima pagina più avanti), un vecchio amico e  insigne ambientalista,  GIUSEPPE GAMBA, mi invia le sue considerazioni. Ve ne rendo partecipi perché mi sembrano osservazioni davvero condivisibili e di buon senso. Grazie Beppe.

Caro Mariano,

ho letto il tuo appello sulle pagine locali de La Repubblica agli ambientalisti del Piemonte a partecipare alla costituzione del Partito Democratico. Ho sottoscritto anch’io il manifesto nazionale che ha lanciato gli Ecodem e apprezzo il tuo messaggio e le ragioni che lo muovono.

Come te non ho mai nutrito sentimenti di particolare entusiasmo o di acritica identificazione con un partito. E i fatti della politica nazionale e locale di questi anni non hanno certo aumentato il mio desiderio di lavorarvi.

Rimango però fortemente convinto che i partiti siano ancora, almeno finchè non verrà proposto qualcosa di meglio, la forma essenziale di partecipazione alla vita politica istituzionale e alla formazione delle decisioni e del consenso. Per questo come te ritengo sia necessario che chi aspira a una politica orientata in senso più ecologico o ha proposte per un programma politico ambientalmente più sostenibile debba, e questa volta possa, impegnarsi nel nascente PD.

Fai bene a ricordare che chi si impegna in un partito che si candida a governare il Paese debba essere per un ambientalismo dei SI’. Ovvero per un ambientalismo che si batte per la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti ma non si oppone ai termovalorizzatori necessari per i rifiuti non riciclabili (ancorché localizzati in modo appropriato); che critica i tracciati dell’alta velocità più impattanti ma non smette di battersi per avere più ferrovie e più trasporto pubblico, cioè meno congestione di Tir e auto. E così via.

Nei giorni scorsi gli amici che a Roma hanno promosso la partecipazione degli Ecodem al futuro PD hanno lanciato la proposta di partecipare alle primarie con liste di sostegno alla candidatura di Walter Veltroni identificate da tre parole "ambiente, diritti, conoscenza", estendendo con ciò la proposta degli ambientalisti a gruppi e persone (il mondo giovanile, il mondo della ricerca e delle attività legate alla conoscenza e alla comunicazione) interessati come noi a dare un segno culturale e politico di profonda innovazione alla costituente del PD. Qui c’è un punto cruciale che voglio proporre alla nostra riflessione. E’ giusto che chi si ritiene portatore di temi innovativi si ponga l’obiettivo di "contare" efficacemente e quindi anche numericamente, nel nuovo partito. E per questo è importante il contributo del maggior numero di noi. Altrettanto importante è che ciò avvenga con l’obiettivo di far diventare ambientale "tutto" il programma del PD e la stessa idea di Paese di cui esso sarà portatore. Troppe volte ci siamo trovati a operare in partiti e all’interno o in sostegno di coalizioni di governo in cui l’ambientalismo era una componente tra le altre, e non sempre con pari dignità, come se ad esempio la politica economica e sociale, le politiche dell’istruzione e della ricerca, della salute e del lavoro potessero non perseguire, insieme al benessere degli attuali cittadini, la sostenibilità dello sviluppo per le generazioni future, per le popolazioni di altri paesi, per l’intero pianeta.

Ecco, credo che per noi ambientalisti il partecipare alla costituzione del PD debba essere la riproposizione di un dialogo con le altre culture per una proposta politica "meticcia" che in futuro non abbia più bisogno degli "ambientalisti di professione" (per quanto moderati e disposti ai SI) e sappia invece proporre una politica orientata tout-court alla sostenibilità ambientale e sociale.

Infine, anche se è un tema proposto diverse altre volte in altre formazioni politiche dove ha avuto in verità scarso successo, credo che dovremmo ancora una volta riproporre anche un’ecologia dei comportamenti nella vita politica ovvero sobrietà, trasparenza, certezza delle responsabilità e rotazione degli incarichi, convinzione che l’affermazione delle proprie ragioni non possa avvenire a discapito delle ragioni degli altri e dell’insieme della società. Anche per questo è necessario che gli ambientalisti partecipino alla vita del PD.

Tuo

Beppe Gamba

 



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