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CESA E IL RICONGIUNGIMENTO CEREBRALE.

di Patrizio Brusasco

Che la politica, ormai espressione di un più vasto e parallelo disagio sociale, sia spesso male rappresentata lo si evince in modo fulgido dalle ultime opinabili dichiarazioni del deputato Cesa che milita - udite udite - nell'Udc.

E' pur vero che le scappatelle al pari di altre attività poco edificanti, praticate largamente e trasversalmente, rappresentano quell' humus spesso diffuso in cui opera il politico comune, come pure che Roma sia città da sempre ritenuta eterna e parimenti pregna di vizi e malcostumi, ma il Cesa-pensiero, aggravato dalla sua militanza politica e dal momento particolare in cui ha scelto di esternare la sua visione del mondo - ne avremmo fatto volentieri a meno - , dimostra il vuoto totale e assoluto della coscienza di una certa italietta e in particolare di una certa morale presuntamente cattolica, popolare e mai curiale certamente, che poco o nulla condivide con la morale latu sensu.

Che un cattivo cattolico pecchi per poter riparare è altro concetto risaputo e ridicolizzato da tempo immemore, ma è l'ipocrisia di fondo e il viscido che permea certi comportamenti che rende il tutto nauseabondo e miasmatico. Diciamolo apertis verbis: Cesa ha perso una chance per tacere!

 



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