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Il Piemonte in Sudamerica. Prima tappa: Belo Horizonte, Brasile.

di Mariano Turigliatto

La delegazione della Regione Piemonte parte a rate, il nucleo principale lascia l’Italia mercoledì sera. Oltre a me ci sono il consigliere regionale Ugo Cavallera; il consigliere diplomatico della Regione Gianni Piccato; la dott.ssa Giulia Marcon, responsabile del Settore Affari Internazionali e Comunitari; il dott. Massimo la polla della Direzione Commercio e Artigianato della Regione Piemonte. Alla delegazione regionale si aggiungono di volta in volta delegazioni di enti interessati alle attività della missione. In particolare ci accompagnano Massimo Burzio (Agenzia Apcom), Barbara Paloschi (ANSA). Ci raggiungerà con un giorno di ritardo Gianfranco Bianco (RAI). Il Politecnico (il Rettore Profumo e il prof. Bistagnino) e l’Università hanno rappresentanti dei più alti livelli. Anche il mondo dell’economia piemontese è ben rappresentato: il dott. Venesio (Presidente del CEIP Piemonte), il dott. Cocirio (segretario generale FEDERAPI), i dott. Persico e Fracchia (Responsabili Americani del Gruppo Intesa-San Paolo). E poi una nutrita delegazione di imprenditori piemontesi.

Alle tre di giovedì introduco l’incontro istituzionale con i Segretari di Stato del Minas Gerais - l’equivalente dei nostri ministri - grande come la Francia (capitale Belo Horizonte, 2,5 milioni di abitanti). Snocciolo dati intorno al Piemonte per dare dimensioni e coordinate in cui inquadrare i rapporti di collaborazione che sono oggetto di un accordo che la presidente Bresso firmerà venerdì. Si riuniscono poi gruppi di lavoro che servono a mettere a punto i contenuti del protocollo: attività di scambio intorno al design, trasferimento tecnologico e incubazione di aziende, tracciabilità degli alimenti, tecnologia - micro e nano - ed altri aspetti più specifici. L’idea è quella classica di mettere in contatto le realtà piemontesi e di Minas Gerais perchè avviino collaborazioni e interventi congiunti.

Poi di corsa in una delle favelas di Belo Horizonte. Visitiamo un centro sociale dove i ragazzi del quartiere hanno trovato uno spazio di produzione artistica e di costruzione di speranza: ci hanno preparato un concerto di tamburi. Non immaginate che cosa sono stati in grado di fare. Il centro si chiama Tambolelê e non vorremmo mai venire via.

Venerdì si comincia con il ricevimento offerto dall’ambasciata italiana. In mattinata è arrivata la presidente Bresso. Nel primo pomeriggio vado ad aprire il Seminario del Design, organizzato e condotto dal Politecnico di Torino e dal locale istituto di design. Me ne vado prima della fine perché intanto bisogna andare in Prefettura per la firma del Protocollo di Intesa fra la Regione Piemonte e lo Stato di Minas Gerais. Finito lì, si va al Palacio des Artes per un ricevimento fra le opere d’arte delle mostre che lì sono allestite. Purtroppo manca quella del design perché il container non è arrivato in tempo. Promettiamo che è solamente rinviata a settembre, raccogliendo gli applausi dei nostri interlocutori. Evidentemente ci tenevano davvero… e si vede anche dal fatto che a Belo Horizonte giugno è il mese dell’Italia: spettacoli, fiera del libro, eventi culturali di tutti i generi che ricordano ed esportano quanto di meglio produce il nostro paese. Inutile dire che la Regione Piemonte fa la parte del leone...

Sabato si comincia con la visita di tutta la delegazione alla Casa FIAT della Cultura. E’ allestita una mostra davvero interessante, varia e di grande qualità : "Speed: a arte da velocidade na Casa FIAT da Cultura". Il tempo di ammirare l’allestimento e la qualità delle opere esposte e poi via: si va alla Camera di commercio italiana, che è anche sede dell’Antenna Piemonte. Lì ci mettono al corrente dell’evoluzione delle principali imprese italiane di Minas Gerais, cui fa seguito un breve intermezzo musicale a cura dei ragazzi di uno dei centri FIAT di assistenza sociale.

Di nuovo tutti sui bus per andare a visitare il Centro "Filhote do Salao do Incontro". Si tratta di un centro sociale per i bambini delle favelas costruito con un contributo di circa 25.000 euro del Comitato di solidarietà della Regione Piemonte e pesantemente finanziato dalla Teksid brasiliana che si trova a pochi metri di distanza. Bello! Una bella opera, piena di bambini che trascorrono il tempo extrascolastico in laboratori e attività che servono a fornire loro occasioni di inserimento e di ulteriore istruzione: c’è la scuola di circo, la falegnameria, la tessitura... soprattutto c’è un pasto sicuro per tutti. Il luogo è tirato a lucido in occasione del nostro arrivo - si vede - , ma si respira un’aria bella, nonostante il degrado della zona. A sera una cena offerta dall’Associazione piemontese locale ci permette di conoscere gli imprenditori che da oltre trent’anni hanno insediato importanti realtà industriali nello Stato del Minas Gerais.

Pensierino dopo i primi tre giorni: come sono diversi gli Italiani all’estero, soprattutto come sono aspri i contrasti sociali fuori dall’Europa. Qui la miseria è miseria vera, la ricchezza non sembra avere limiti.

 



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