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¡NI UNA MAS!.

di Dotturbo

Uno dei pregi principali della Fiera del Libro è l’interscambio culturale che si riesce ad attivare fra gli scrittori. E’ davvero sempre stato un fatto di arricchimento che, di anno in anno, ha consentito di sviluppare aperture mentali sempre maggiori verso realtà del tutto diverse da quelle con le quali ci si confronta abitualmente.

Ma quello che quest’anno ha provato chi si sia imbattuto in Alicia Gaspar de Alba non può non aver lasciato spazio a una commozione angosciosa assolutamente sconvolgente.

La scrittrice texana, nel suo Il deserto delle morti silenziose (La nuova frontiera, 2007) si rifà, in forma di racconto, ad una serie di eventi di brutalità indicibile che da quindici anni si stanno producendo al confine fra il Messico e gli Stati Uniti, attorno a Chihuahua e a Ciudad Juárez, poco al di sotto del Rio Grande, non lontane da quella El Paso in cui è nata quarantanove anni fa.

Oltre 400 giovani donne (fra i quindici ed i venticinque anni) sono state ritrovate brutalmente massacrate, dopo aver subito in moltissimo casi violenze sessuali inenarrabili, in fosse e discariche del deserto; e di altre circa 600 non si è semplicemente più neppur trovata traccia. E’ incredibile che di fatti come questo così poco si sappia, tanto che Amnesty International si è dovuta muovere direttamente per cercare di dirimere aspetti che apparirebbero di competenza della Pubblica sicurezza di uno Stato sovrano come il Messico.

 



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