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CULTURA LIBERA!.

di Stefano Zanotto

Se l'autore di un'opera letteraria protetta da copyright fa una lettura pubblica di brani del suo stesso libro bisogna che siano pagati i diritti alla Siae. Un paradosso che ci descrive Francesca Ferrando, giornalista e scrittrice agli esordi, che ci ha spiegato come funziona la licenza Creative Commons (CC). Si tratta di un sistema di licenze alternativo al copyright tradizionale: se quest'ultimo implica "tutti i diritti riservati", una licenza CC si può sintetizzare con l'espressione "alcuni diritti riservati". Riconosce cioè alcune tutele all'autore, ma nello stesso tempo non è rigida come il copyright e agevola la diffusione dell'opera a certe condizioni.

Francesca ha scelto di pubblicare il suo primo romanzo sotto tutela CC. Questo metodo le ha permesso, per esempio, di non concedere l'utilizzo del suo romanzo per scopi commerciali; di permetterne modifiche e sviluppi a patto che l'opera risultante sia distribuita alle stesse condizioni della sua. Per il resto - ed è un punto comune a tutte le licenze CC - chiunque è libero di riprodurre (leggi fotocopiare), distribuire, esporre in pubblico l'opera e quant'altro, riconoscendo il contributo dell'autore originario. «Le Creative Commons - spiega Francesca - introducono a livello editoriale un concetto rivoluzionario per l'Italia. È un'esperienza partita nell'ambito antagonista, ma che si sta diffondendo rapidamente: ad esempio Tuttolibri e Tuttoscienze, gli inserti de La Stampa, sono diffusi ora sotto licenza CC».

Le licenze CC sono applicabili a diversi campi della creatività: letteratura, fotografia, siti web, musica, cinema ecc... Favoriscono la libera diffusione della cultura ma tutelano anche i giovani autori offrendo opportunità per far conoscere le loro opere.

In questo senso il caso di Francesca è emblematico: il suo libro d'esordio Belle anime porche esce autoprodotto e autodistribuito (visita il sito pressutopia) nel marzo del 2006. Qualche mese dopo, a luglio, va in stampa con una piccola casa editrice, Mimesis. Dallo scorso novembre è distribuito a livello nazionale in libreria e le recensioni su riviste e siti, specializzati e non, si susseguono. Un bel caso di opera autoprodotta che riesce ad accedere ai canali della grande distribuzione, grazie soprattutto alla determinazione e alle capacità dell’autrice, che ha saputo ideare e mettere in pratica forme di autopromozione originali e "multilinguaggio" (ha letto, rappato e recitato brani del libro…). E tra i progetti di Francesca per il futuro c'è quello di fare un film tratto dal romanzo, da distribuire - non è nemmeno il caso di dirlo - con licenza CC.

Se volete saperne di più sulle Creative Commons vi segnaliamo l'incontro che si tiene domenica 13 maggio alle 16.30 alla Fiera del Libro di Torino, presso lo spazio inter-istituzioni: intervengono Juan Carlos De Martin e Nicola Bottero di CC Italia e lo scrittore Marco Philopat. Conduce e modera Francesca Ferrando.

 



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