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vermeer.

di Dotturbo

Le rare opere, meno di quaranta, attribuite con certezza al maestro di olandese, costituiscono al giorno d'oggi oggetti del desiderio sostanzialmente irraggiungibili anche per i più abbienti collezionisti. La maggior parte di esse, presenti nei più grandi musei del mondo, si ritrovano richiamate in un vastissimo numero di pubblicazioni e vengono riprodotte nelle più svariate occasioni, tanto che Vermeer è ormai raffrontabile per fama al suo contemporaneo e conterraneo, a suo tempo ben più famoso, Rembrandt van Rijn. Dopo un intervallo piuttosto lungo in seguito alla sua morte, lo sviluppo della revisione critica del suo lavoro e l’interesse di collezionisti di livello sempre più elevato (fra i quali non si possono dimenticare, nel corso del tempo, casati come gli Orange, finanzieri come i Morgan e magnati come i Frick) hanno fatto ravvisare nel fascino delicato del pittore olandese il genio di uno dei massimi artisti figurativi di tutti i tempi. Ideatore di un mondo soffuso e ordinato colmo di tenui colori e di atmosfere sognati, che si producono essenzialmente in ambienti interni che dell’ordinarietà casalinga possiedono solo l’apparenza, Vermeer pare aver voluto improntare le proprie opere a un senso esistenziale che appare porsi come in antitesi rispetto alle vicende della vita di tutti i giorni.

 



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