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i benefattori inconsapevoli.

di Dotturbo

Non ci è noto il livello di sollecitudine delle altre amministrazioni regionali italiane sul tema della difesa del risparmio, ma certamente il seminario patrocinato dalla Regione Piemonte il 27 e 29 Marzo 2007, presso la Scuola di amministrazione aziendale dell’Università di Torino, rappresenta un segnale di attenzione.

Il problema del consumo consapevole non può e non deve essere circoscritto ai prodotti, quando invece è nei servizi che si generano la maggiori sperequazioni. Il caso della telefonia è l’esempio che balza maggiormente agli occhi, per quanto sia di dimensioni enormemente inferiori a quello relativo ai servizi finanziari.

Semplificando al massimo, i servizi finanziari comprendono (peraltro non in maniera esaustiva, dal momento che esiste il comparto assimilabile -dimensionalmente rilevante- del "previdenziale-assicurativo") la raccolta, la gestione e l’intermediazione di valori mobiliari, che i risparmiatori hanno ritenuto di affidare agli operatori abilitati (banche, società d’intermediazione mobiliare, fondi comuni, società di gestione del risparmio, compagnie assicurative) ai sensi della normativa vigente. E’ una massa di dimensioni impressionanti -oltre mille miliardi di Euro- su cui i suddetti intermediari basano ormai la gran parte dei propri ricavi lordi annui.

Tra i critici più feroci di questo sistema: Beppe Scienza, autore del best seller Il risparmio tradito (Edizioni Libreria Cortina, Torino 2005), docente universitario presso la Facoltà di Matematica di Torino) e Marco Vinciguerra, consulente di banche e fondi comuni. Sostengono da anni l’inefficienza del sistema della gestione del risparmio, a tutto vantaggio degli intermediari ed a tutto svantaggio dei risparmiatori. E' difficile dar loro torto, analizzati i dati pluridecennali elaborati da istituti come Mediobanca o dalla stessa Bankitalia.

 



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