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La nota della settimana.

di Patrizio Brusasco

L'attività del Consiglio regionale del Piemonte di questa ultima settimana si è incentrata su una serie di temi variegati piuttosto che focalizzarsi su un unico punto. In sintesi si è discettato della travagliata fusione tra i due colossi bancari San Paolo e Intesa, del progetto di legge relativo al Parco Fluviale di Cuneo e di federalismo fiscale, ma più segnatamente di applicazione del nuovo dettato costituzionale che riserva alle Regioni ben più ampie autonomie rispetto al recente passato, in relazione alla "missione" romana della presidente Mercedes Bresso, la cui finalità è stata proprio quella di rivedere, in chiave federalista, alcune competenze tra stato centrale capitolino e autorità locali a statuto ordinario.

Ne è emerso un dibattito costruttivo, se pur serrato, bipartisan, che ha lasciato spazio alle varie posizioni politiche dei gruppi di maggioranza e di opposizione, senza arrivare ai toni esacerbati della scorsa settimana quando sul tavolo della discussione si ergeva la Tav con tutti gli annessi e connessi.

Il giudizio positivo e generale che è stato accordato alla fusione dei due colossi bancari, che permette la nascita di un gruppo bancario europeo di vertice in Europa, impedendo peraltro l'intervento di eventuali concorrenti stranieri, ha lasciato spazio ad alcuni dubbi e preoccupazioni per quanto concerne la riorganizzazione del gruppo che prevederebbe il taglio di numerosi posti di lavoro; in particolare, a forte rischio pare essere il MOI, il centro informatico San Paolo, struttura con un organico di quasi 2000 effettivi di cui circa 1000 locati presso il polo di Torino (a questo si deve aggiungere un numero variabile di circa 700 consulenti esterni provenienti in gran parte dal mercato ICT - Hi Tech e Wireless - delle piccole e medie imprese piemontesi).

Sul secondo punto, vale a dire il Parco Fluviale di Cuneo, il Consiglio regionale ha poi dato il suo assenso al progetto di legge che prevede un ampliamento dell'area fluviale in termini di superficie e di attività di promozione, informazione e cultura varia, con uno straordinario arricchimento delle specie faunistiche e vegetali, attraverso la sinergia di più comuni limitrofi al capoluogo di provincia cuneese. Il Consigliere Mariano Turigliatto ha preso la parola su questo punto e nel corso del suo intervento ha voluto sottolineare la positività della cooperazione tra i diversi comuni del cuneese, che vedono scorrere sul loro territorio i fiumi Gesso e Stura, la spina dorsale del parco, nonché la positività di implementare l'estensione, la valorizzazione e la promozione dell'area, anche come sensore di una rinnovata sensibilità ambientale alla luce della complessa e allarmante situazione climatica mondiale.

Infine, la questione federalista e di applicazione della Costituzione a livello locale. Di qualche giorno è la notizia della "spedizione romana" della presidente Bresso che vorrebbe rinegoziare il contratto Stato-Rai in virtù della nuova più autorevole presenza e autonomia regionale, gestendo in modo maggiormente diretto e concreto la terza rete, cosiddetta regionale, sia per quanto concerne la disponibilità finanziaria ( parte del canone Rai romano dovrebbe confluire nelle casse regionali ) sia per quanto attiene alla produzione di programmi e momenti dedicati all'informazione e all'approfondimento regionali.

Una richiesta assolutamente lecita e in perfetta sintonia col dettato costituzionale, che vedrebbe altresì porre la tradizionale collocazione del Corecom regionale ( Comitato regionale per le Comunicazioni ) al livello dell'Autorithy di vigilanza Rai, accrescendone dunque l'importanza e l'operatività decisionale nei confronti dell'emittenza radiotelevisiva locale pubblica e privata, le cui luci e ombre sono sotto gli occhi di tutti.

 



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