48 ORE DI VIAGGIO "ORTODOSSO".

22 gennaio 2007

48 ORE DI VIAGGIO "ORTODOSSO".


di Dotturbo

Si può fare. Bisogna essere un po’ degli epigoni di Phileas Fogg, ma ci si può riuscire. E’ una sfida contro il tempo, tanto quello dell’orologio quanto quello della Storia, che si svolge tutta nel quadrante orientale del Mediterraneo, la culla della nostra civiltà.  Cosa propone, allora, questo “menù”?

I più fantasiosi potrebbero ipotizzare un viaggio attraverso quelle sette meraviglie dell’antichità, che Erodoto di Alicarnasso ha tramandato per l’eternità con un mezzo semplice ed efficiente:quello dell’affascinare le fervide fantasie. Ma si sa, di quelle ne esiste solo più una, nella Piana di Gizha, e i luoghi su cui sorgevano le altre sono ormai, come nel caso del Tempio di Artemide a Efeso, dei toponimi  incerti, in alcuni casi, oggigiorno, difficili da raggiungere (si pensi ai giardini pensili di Babilonia, qualche decina di chilometri da Baghdad). L’idea è invece un’altra e nasce dall’ultima visita di Papa Ratzinger a Istanbul, finalizzata a favorire, tra l’altro, una prospettiva di riunificazione fra Chiesa Occidentale e Chiesa Orientale.

Se vogliamo definire questo viaggio in termini di tempi storici, dobbiamo risalire al 395 dopo Cristo. Qualora ci si ponga invece la questione in ragione di riferimenti geografici, questi sono rappresentati, coerentemente con l’evoluzione del percorso della Chiesa Orientale, da quattro città: Istanbul, Antakya, Gerusalemme e Alessandria, disseminate lungo un percorso a semicerchio da fare in senso orario (venendo quindi in-contro alla Storia, dal momento che l’evoluzione della Civiltà ha percorso, dal Tremila avanti Cristo, un itinerario opposto), forzosamente percorribile, dato un limite di tempo che ci siamo prefissati in due soli giorni, in aereo.

Sbizzarrendosi fra voli, coincidenze, compagnie (volendo, tutte di bandiera, come Alitalia, Turkish Airlines, Olympic Airlines ed Egypt Air) e scali tecnici, a svolgere il semicerchio Milano-Istanbul-Antakya-Gerusalemme (via Cipro/Tel Aviv)-Alessandria(via il Cairo)-Milano in quarantott’ore ce la si fa. E si riesce anche a visitare qualcosa. Vita dura, per lo più d’aeroporto, ma un viaggio che lo è anche un po’ un viaggio nel tempo non può considerarsi normale: è una sorta di regressione metafisica e chi dovesse intraprenderlo dovrà badare essenzialmente alle emozioni del ritrovarsi nei (o sopra) i luoghi che hanno condizionato e condizioneranno ancora a lungo l’andamento del mondo.